Tor des Geants®

Endurance Trail 330 km - 24000m D+10-17 Settembre 2017

Cristina Tasselli

Lun, 23/06/2014 - 15:33 -- redazione-social

A vederla nelle foto istituzionali, in tailleur scuro, sobrio ed elegante e con un sorriso smagliante e luminoso, magari non si direbbe. Ma a sentirla parlare si capisce immediatamente di che pasta è fatta. Frasi come “le sfide sono il sale della vita” e “il mio motto è non mollare mai”, non sono formali o ad uso intervista, ma fanno veramente parte di un Dna assai ben definito.

Cristina Tasselli esordisce al Tor des Géants 2014 ma ha idee ben chiare e carte assolutamente in regola – tradotto: la giusta esperienza - per non ricoprire il ruolo di comparsa, anche se, dice, “l’obiettivo principale è arrivare, poi vedere fino a che punto posso spingermi con l’impegno fisico e psicologico, e infine godermi tutto: paesaggi, territori, persone che incontrerò lungo il percorso. Più che una gara, un viaggio d’avventura. Anche se proverò, come sempre, a dare il massimo”.

Quando dice così… Nell’ottobre scorso ha dato il massimo pure alla sua prima gara di lunghezza consistente per lunghezza e durezza, il Magredi Mountain Trail, 165 km con 7.800 mt Dis + nelle affascinanti “terre magre” friulane. Beh, si è classificata decima in assoluto e prima nella categoria femminile.

Ma tutto questo come è cominciato?

Ho praticato diversi sport nella vita e, in particolare, l’atletica leggera sulle brevi distanze in pista, a livello agonistico fino al periodo universitario. Poi a ‘dilettarmi’ ci ha pensato il lavoro. Nel 2005, mio marito mi ha iscritto per scherzo ad una gara di 6km organizzata dall’Associazione Donne Manager – che per la cronaca ho vinto - per cui ho ripreso a correre su strada con non poche difficoltà iniziali arrivando, però, a correre in due anni alcune maratone. In seguito, andando in vacanza nella nostra casa di Morgex, ho cominciato a incuriosirmi incrociando alcuni trailers che correvano sui sentieri. Proviamo, mi sono detta. Così ho affinato la corsa di endurance, che ho scoperto essere in perfetta sintonia con il mio modo di vedere la montagna e la natura in generale e con le mie caratteristiche fisiche. Questo affinamento ha dato buoni risultati, anche nelle prime prove agonistiche, quindi ecco che ‘tentare’ il Tor mi è sembrato naturale

Un ‘tentativo’ che richiede però lunga e attenta preparazione. Lei è diventata direttore della Bit (Borsa Italiana del Turismo) dal 7 gennaio e questo, oltre ad altri incarichi manageriali in una articolata struttura come Fiera Milano, immagino la porterà ad avere una vita professionale piuttosto fuori dagli schemi, con viaggi, incontri e orari non proprio impiegatizi. Insomma, il tempo per allenarsi come si deve, dove lo trova?

Basta puntare la sveglia alle cinque del mattino. Oppure, quando parto per un viaggio di lavoro, mettere sempre le scarpette in valigia, tanto un parco prima o poi lo trovo in qualsiasi continente. Ho la fortuna di abitare in un quartiere immerso nel verde dietro Milano Linate, dove c’è un parco agricolo con piste ciclabili e sterrati. Tutte le mattine, per un’ora, mi immergo nella natura, ìl giovedì sera raddoppio l’allenamento anche di sera. Non ci sono collinette, ma in compenso alcuni cavalcavia, che per fare velocità in salita vanno bene lo stesso. Cerco di osservare una ferrea programmazione, tanto più necessaria quanto più il lavoro è complicato e il tempo libero sempre meno. Alle sei del mattino, se non altro, non ci sono riunioni in ballo; alle sei del pomeriggio molto probabilmente sì. Poi i fine settimana sono tutti dedicati alla montagna, su e giù, sempre più a lungo, sperimentando i vari tipi di alimentazione e addormentandomi e risvegliandomi a ore impossibili, per poi ripartire. Insomma, vorrei lasciare al caso solo… gli imprevisti. Ad agosto so già cosa mi aspetta: cominciare da Morgex e i suoi sentieri, e allargare sempre di più il giro. Certo, sono un pò preoccupata, perché preparare le distanze ed i dislivelli necessari per affrontare il Tor - la gara più dura al mondo - non è uno scherzo!. Non posso fare paragoni con altre gare… Ho cominciato a partecipare a qualche gara impegnativa per fare chilometri e gambe. Compatibilmente agli impegni di lavoro, non manco mai i miei obiettivi di allenamento.

A casa, di tutto questo, cosa dicono?

Su questo ho vita facile. Mio marito corre, quando possibile, sempre al mio fianco, mentre mio figlio - di 7 anni - sta muovendo i primi passi su pista e sui sentieri … ed ha già gradito il ristoro al Bertone l’anno scorso mentre facevamo i volontari all’ultima tappa del Tor 2013. La mia famiglia è con me, cosa fondamentale nelle gare di endurance dove non solo per gli aspetti pratici, logistici, ma anche quelli psicologici di sostegno e aiuto quotidiano sono fondamentali. Visto che il Tor si corre molto anche con la testa, questo vuol dire molto.

A fine chiacchierata ci siamo convinti di una cosa. Che Cristina Tasselli è uno di quei nomi da segnare fin d’ora sul nostro quadernetto. Vale sicuramente la pena seguirla. Chi può, sui sentieri e ai posti vita del Tor; per chi è costretto a stare da casa, via internet. Di sicuro le sorprese non mancheranno.

 

Franco Faggiani