Tor des Geants®

Endurance Trail 330 km - 24000m D+ 8-15 Settembre 2019

Tor des Geants

10th Anniversary edition

330 km - 24000m D+

6-15 Settembre 2019

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DAY 4 - IMPRESSIONI DELLO SCRITTORE

Lun, 09/09/2019 - 00:00 -- motta.erica

IMPRESSIONI DELLO SCRITTORE 2019 | SARASSO AL TOR 2019
DAY 4 – LUNEDI 09.09.19

Continua la Saga delle Mogli del TOR.

Seconda (e, quasi certamente, non ultima) puntata: stasera siamo a Cogne, e se veniamo a Cogne andiamo a cena da Betta, non c’è nemmeno da discutere. Perché Betta rimane sveglia tutta la notte (dopo un turno di lavoro bello tosto) per rifornire di caffè tutti i Giganti che passano davanti al suo ristorante.

Ma, più che altro, semplicemente perché Betta è Betta. Punto.

E insomma, questa giornata comincia dalla fine, quando Mien e io siamo accanto alla cassa per pagare, e la nostra amica tira fuori dal cilindro una meravigliosa storia di TOR.

L’ennesima puntata della Saga delle Mogli, per l’appunto.

“C’erano questi due americani, carinissimi, che son passati di qui una notte gelida. Era il 2014. Lui e lei, raggianti nonostante il clima, con il pettorale ben in vista, i bastoncini e la frontale accesa. Hanno bevuto il caffè e così abbiamo scambiato quattro chiacchiere. Di coppie che fanno il TOR ce ne sono, per carità. Sono rare, ma ci sono. Ma questi due avevano una luce speciale negli occhi, e allora mi son fatta raccontare un po’.

È stata lei a rompere il ghiaccio: ‘Dodici mesi fa, mio marito arriva a casa e mi dice: Cara, per il nostro decimo anniversario di matrimonio ti porto in Italia! Ero al settimo cielo! L’Italia: un autentico sogno! Ha aggiunto che avremo visto le Alpi! Io sono letteralmente innamorata della montagna!’

A quel punto vedo che lui fa una faccia strana, gli viene quasi da ridere.

Lei lo guarda e fa: ‘Solo dopo una decina di giorni ho capito che mi aveva iscritta al TOR. Senza dirmelo, chiaramente…’

Scoppiamo a ridere tutti quanti.

Quest’anno, questo Signor Birbante Americano è tornato: è uno dei cento Argonauti del Glacier.

“È solo, però. La moglie è rimasta a casa” dice Betta.

E dire che sarebbe stato un modo perfetto di festeggiare le nozze di cristallo…

Dopo cena ci infiliamo in Base Vita, dove sembra di stare ai tropici.

A Cogne si sta sempre al caldo.

Mien conosce praticamente tutti i volontari, anche la ragazza che sta facendo la foto a un atleta a dir poco originale. L’avevo notato in partenza, questo ragazzone asiatico con una acconciatura degna di Sua Maestà Elvis Presley. È di sicuro uno tosto, perché è arrivato qualche ora fa, si è riposato ed è quasi pronto a ripartire.

Prima, però, ha bisogno di sistemarsi prima della lunga tappa fino a Donnas, ed ecco che estrae dalla trousse rosa antico tempestata di strass (non scherzo) del tape da applicare alle ginocchia.

E fin qui niente di strano: un sacco di atleti son decorati da strisce multicolore.

Ma nessuno ha dei cerotti anche lontanamente paragonabili ai suoi.

“Leopardati?” domando mentre Mien mi dà di gomito.

La volontaria scatta col cellulare, poi si volta verso di noi: “Animalier, prego…”

Il tipo sorride.

Non ha nemmeno un capello fuori posto. Sono esattamente identici a come li ho visti in partenza.

Provo un’invidia sordida e silenziosa… ma non dico nulla.

Son stanchino anch’io, oggi si è camminato sul serio. Si è spinto, perfino, da Lillaz su fino al Col Fenêtre.

Ho le gambe che sembrano tronchi immersi in una vasca di cemento a presa rapida.

E ho fatto appena venticinque chilometri e 1330 metri di dislivello.

Il ragazzone dalla messa in piega impeccabile, invece, sembra appena uscito dalla doccia, pronto per fare una corsetta mattutina prima di andare al lavoro.

E invece ha cento chilometri sul groppone e non voglio nemmeno pensare a quanta salita nei polpacci…

In base vita c’è anche Hannah. Al collo ha un pass identico al mio, e una macchina fotografica appesa al collo.

Chiacchieriamo, mi chiede se sono di queste parti: “Mi sembra di averti già visto… sei di Champoluc?”

Le dico di no, ma che magari ci si è incrociati l’altr’anno. O quello prima.

Scuote la testa. Poi l’illuminazione la trafigge e spalanca gli occhi azzurrissimi velati di sonno: “Sul sito del TOR! Sei lo scrittore, no? Quello che scrive le cose divertenti!”

“Ci provo…” le rispondo.

“Le leggevo anche l’anno scorso, quando ero appena tornata dal Canada”

Ha il visino stanchissimo. E un maledetto bisogno di dormire. Come tutti, del resto.

Però rimane un altro po’, e mi racconta qualcosa di sè: Hannah è di Montreal, ha studiato geografia e un paio di anni fa ha scelto di trascorrere un periodo di tempo nel nostro Paese come ragazza alla pari.

Era ospite di una famiglia di Torino che ha una casa a Champoluc. La prima volta che ce l’hanno portata, Hannah si è innamorata. Dei boschi, della quiete, dei nostri magnifici Giganti.

Non appena ha potuto, ci è tornata.

Per non andarsene più.

Ha trovato lavoro come segretaria presso una società di guide alpine e, le sue montagne – dice – non le mancano per nulla. Perché ora, dalla finestra, tutte le mattine vede le Alpi che le han rubato il cuore.

Qui al TOR dà una mano ad amici che si occupano di ritrarre gli eroi e le eroine del dislivello, Base Vita dopo Base Vita.

Ci salutiamo: domani c’incroceremo a Gressoney.

La guardo incamminarsi in sabot, calzini a righe e zainone giallo verso la macchina, per farsi qualche ora di sonno prima di tornare a scattare.

Ha l’aria di chi è felice sul serio.

Di chi ha trovato il proprio posto nel mondo.

È tardi, e il sonno è un bel macigno sul collo.

Son così cotto che nemmeno mi accorgo che il mio amico Lillo non solo si è svegliato e ha fatto colazione. Ma è perfino ripartito passandomi praticamente sotto il naso senza che me ne accorgessi.

Meraviglie da TOR.

M’incammino verso l’appartamento dove stanotte riposeremo e, una volta arrivato, apro il PC e inizio a scrivere.

Adoro scrivere a notte alta.

Batto sui tasti con gusto, mettendo in fila le immagini di questa giornata eccezionale, quando Mien (che è rimasto a tirar tardi in Base Vita) mi manda un messaggio memorabile.

Il finale perfetto di una giornata perfetta.

Nel whatsapp c’è la foto di una coppia di Giganti: un lui e una lei, abbracciati stretti e pronti ad affrontare la notte ricamata di stelle roventi. Sotto la foto c’è scritto: Valeria e Stefano, pettorali numero 1159 e 1046. Si sono sposati venerdì. Il viaggio di nozze lo fanno al TOR.

Che vi avevo detto?

La Saga delle Mogli del TOR continua…