Tor des Geants®

Endurance Trail 330 km - 24000m D+ 8-15 Settembre 2019

Tor des Geants

10th Anniversary edition

330 km - 24000m D+

6-15 Settembre 2019

Webcam Courmayeur
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Webcam Saint-Rhémy-en-Bosses
Webcam rifugio Coda

Lettera di un finisher

Mer, 26/09/2012 - 11:31 -- Visitatore (non verificato)

Abbiamo il piacere di pubblicare una lettera che uno dei 392 finisher del TDG 2012, ci ha inviato tramite la pagina Facebook del Tor.
L'autore è Jean Barocco, valdostano di Quart, che ha espresso con parole profonde e significative le emozioni e le sensazioni che ha provato nei giorni di gara e in quelli immediatamente successivi.
Nella foto a fianco di Enrico Romanzi Jean (primo da sinistra) è in compagnia degli altri due finisher di Quart, Mauro Lamotte ed Ennio Barocco, durante la gara, precisamente a Pont-Saint-Martin.
 
TOR: souvenir
Qualcuno mi aveva detto ...hai voluto la bicicletta....e adesso pedala, è stata una grande soddisfazione finire il Tor, anche se mi manca il Malatrà e l'arrivo a Courmayeur, è un pò un'opera incompiuta. E' difficile, dopo dieci giorni, con ancora il cervello pieno di sensazioni e qualche acciacco nelle gambe, elaborare e concatenare delle frasi che abbiano senso e che riescano a trasmettere ai lettori l'emozioni positive, lo stress da fatica che ti attanaglia nei momenti più duri, lo spettacolo grandioso della natura, che ti ricorda i "grandi classici", che la professoressa antipatica del liceo ti faceva studiare pedissequamente, senza trasmetterti le sensazioni e le emozioni che questi grandi avevano provato e che tu, ora, di fronte ai grandiosi tramonti ed al sorgere del sole sulle nostre montagne condividi con loro. Tornando al Tor, ricordo la salita al Deffeyes, tra ali di pubblico che ti rimanda alle mitiche salite del Tour de France, la splendida luce degli occhi dei volontari che ti accolgono nei posti di controllo, l'aver camminato per chilometri con uno dei miti dell'alpinismo mondiale Christophe Profit che affronta il Tor con una saggezza ed una signorilità esemplare e ti fa parte delle sue 11 salite sulla Nord dell'Eiger, degli incontri con gli "arpians", i conduttori di alpeggio della Valle d'Aosta, che ancora oggi nel 2000 affrontano con una determinazione senza pari, l'atavico e duro dualismo uomo natura per dare un futuro alle loro famiglie, della varietà di umanità e di lingue con cui ti relazioni. La conferma dei legami autentici tra chi ha compiuto con te questo viaggio, condividendo assieme momenti di forte "depressione" a momenti di euforia per giungere ad una meta. Renderti conto che che qualsiasi strategia eleborata a tavolino,rimane sul tavolino, ma che nel nostro corpo e nella nostra mente, esistono energie e debolezze senza pari con cui, è positivo prima o poi confrontarsi in situazioni limite. Adesso, il giorno dopo, di tutto ciò, rimane la consapevolezza di aver avuto la fortuna di partecipare ad una bellissima avventura, ma che deve essere vissuta almeno da parte mia con più razionalità, cercando di non cadere nel "mal di Tor", ma forse sono propositi inutili,perchè come tanti ne sono già stato contagiato.Ah dimenticavo... mi manca il Malatrà!