Tor des Geants®

Endurance Trail 330 km - 24000m D+10-17 Settembre 2017

Makoto Yoshimoto

Mer, 11/07/2012 - 19:56 -- redazione-milano

“personaggi da tor?
Ecco l’uomo zainone”

MAKOTO YOSHIMOTO
pettorale 293 - 375° al Tor des Géants 2012
pettorale 568 - 298° in 148:33:54 al Tor des Géants 2011
 

E' ormai uno di famiglia, Makoto, al Tor des Géants.
Si fa sempre riconoscere grazie al suo zainone. In mezzo a tutti i partecipanti 'ultraleggeri', con zainetti minimi, lui spicca per il suo voluminoso zaino dal quale, come dalla borsa di Mary Poppins, estrae gli oggetti più strani.

Quest'anno si è addirittura difeso dal maltempo grazie a un microscopico ombrellino, suscitando la sorpresa e l'incredulità di molti, che l'hanno incrociato sui sentieri e condiviso con lui un pezzo di percorso.

'Amazing!' ha detto qualcuno di lui.
Quel che è certo è che anche quest'anno ce l'ha fatta. A modo suo ha corso il Tor e tagliato il traguardo di Saint Rhemy tra gli ultimi finisher. Sorridente come sempre, all'ombra di quello zainone più grande di lui.

(S.A.)

 

Spirito Trail, nel Novembre 2011, ha tracciato un bel profilo di Makoto:

"Ogni giorno veniamo bombardati da messaggi pubblicitari che decantano la leggerezza dell’ultimo prodotto tecnico appena sfornato dai laboratori di ricerca delle grandi case produttrici di attrezzature da trail. Da tempo ci siamo abituati a vedere i campioni che stanno lì con il bilancino a misurare i grammi di ogni singolo capo di abbigliamento. Ora però, la “smania della leggerezza” sembra aver contagiato anche l’ultimo dei tapascioni. Segno lampante che abbiamo perso la bussola è il fatto che sempre più spesso capita di sentire atleti che si lamentano del materiale obbligatorio perché aggiungerebbe “peso inutile”…

Per fortuna arriva da Tokyo un giapponesino di 47 anni, magro come un’acciuga che stravolge ogni nostra logica. Makoto Yoshimoto, appena 160 cm di altezza per 55 kg di peso, si concede il lusso di affrontare il Tor 2011 con addosso un sorriso che la fatica non riesce a togliergli mai dalle labbra e uno zaino che andrebbe bene per una spedizione himalayana.

Se gli chiedi “Perché lo fai?” la sua risposta è al tempo stesso semplice e disarmante: «Se vai ad un matrimonio ti vesti con l’abito da cerimonia, no? Ecco, allo stesso modo io se vado sui monti, voglio vestirmi in modo consono alla montagna. Uso sempre lo zaino anche se si tratta di un monte di soli 500 metri”.

Makoto non sapeva nemmeno quanto pesava lo zaino che usava al Tor. Non gli è passato nemmeno per l’anticamera del cervello di “quantificare” il carico che avrebbe dovuto portarsi sulla schiena per una settimana. «Non ne ho idea - mi dice sorridendo alla sua maniera - ma deve trattarsi di un numero a doppia cifra, visto che solo lo zaino pesa 3 kg».

Mi dà poi l’elenco del contenuto dello zaino. Io lo scorro velocemente fino a che trovo un elemento che proprio non mi quadra: un giornale. “Ti portavi un giornale?”, gli chiedo sgranando gli occhi. «Ma certo, è molto più utile di quello che sembra!». Poi vede il mio sguardo perplesso e mi spiega: “Un giornale è utilissimo: puoi usarlo per accendere un fuoco. Puoi infilartelo sotto le maglie per scaldarti. Lo puoi distendere per terra e usarlo come materasso…».