Tor des Geants®

Endurance Trail 330 km - 24000m D+10-17 Settembre 2017

"Impressioni dello scrittore" by Simone Sarasso - Tor #Day3: Non è finita finché non è finita

Mer, 13/09/2017 - 03:24 -- Chiara Jaccod

"Oh, ma sei invornito? Dormi un'ora o due, hai gli occhi crepati! Guarda che la settimana è lunga!"

Il mio amico romagnolo mi sgrida al telefono. Ma mica la capisce lui, l'atmosfera. È abituato alla velocità. E invece qui l'attesa è tutto. Attesa e fatica: il tempo è un cristallo di sale. È quasi l'una, non dormo da un sacco di ore e non ho nessuna intenzione di chiudere occhio. Perché stanotte è la notte. E non importa se la gara terminerà ufficialmente solo sabato alle 17. Stanotte è la notte. Là fuori tre giganti se le stanno dando di santa ragione per stabilire chi sarà il re. Al sorgere del sole i giochi saranno fatti. Il vincitore del TOR 2017 taglierà il traguardo oggi, mercoledì 13 settembre. Ecco perché non dorme nessuno. Internet va a fuoco. Sono in sala stampa, gomito a gomito con Franco e le ragazze. Qualche turno per mangiare e sciacquarsi il viso, ma nessuno molla. Il traguardo è stato montato a tempo di record, è là fuori nella notte gelata tutto solo. Ma presto ci appiccicheremo alle transenne, pronti a urlare e applaudire. È stata una lunga giornata: risveglio a Donnas, in un b&b premuroso e dolcissimo. Tanti zuccheri, come al solito. E poi via, di corsa a Gressoney. La Base Vita è incantata d'un silenzio irreale. Lisa Borzani si sta facendo medicare: anche i suoi piedi fatati necessitano attenzioni dopo 200 chilometri e rotti. Si è sfilata le lenti a contatto: indossa gli occhiali e ha voglia di stendersi. Non fiata nessuno. Lisa riposa dieci minuti d'orologio e poi riparte: il suo Paolo le ricorda in che tasca le ha infilato i guanti, in quale il cappello. La ragazza d'acciaio esce avvolta da una grandine d'applausi. Io e Franco ci concediamo di battere sui tasti un altro po' e poi c'incamminiamo verso Alpenzu. Non abbiamo percorso che un paio di chilometri e Lisa è già lassù, in rifugio. Ce lo dice la radio: non possiamo fare a meno di guardarci e sorridere. La salita offre poco dislivello ma è carogna sul serio: i miei quadricipiti femorali da cittadino chiedono pietà. Nemmeno li sto a sentire: in cima, la mia medaglia da finisher è una fetta di torta di mele: calda e deliziosa. La discesa è gustosa al punto giusto. E pepata, per giunta, perchè le voci corrono e la notizia è sulla bocca di tutti: Franco Collé e Javi Dominguez vanno così forte che, se riusciranno a tenere botta, polverizzeranno l'attuale record del Tor. Quando poggiamo le suole sull'asfalto, sappiamo che stanotte non chiuderemo occhio. Il vincitore taglierà il traguardo alle prime luci dell'alba. Forse prima. Dunque, eccoci qua: fianco a fianco da ore: con le palpebre precipitate e un bicchiere di Coca colmo all'orlo. Non sappiamo ancora chi vincerà, ma presto i giochi saranno fatti. Javi è in testa, Franco si è fermato a riposare a Saint-Rhémy-en-Bosses ma è appena ripartito. Un segugio sulle tracce di Braccio di Ferro Bosatelli (nel frattempo secondo) e dello spagnolo magico. Non è finita finché non è finita. Giocatevi tutto, ragazzi: spingete oltre ogni limite.

Noialtri saremo qui ad aspettarvi, è una promessa.

I primi e gli ultimi a battere le mani e a festeggiarvi come meritate. Come spetta di diritto ad autentici giganti.